Pagina:Gli sposi promessi II.djvu/103

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capitolo vi - la signora tuttavia. 253

dalla 1 pace dell’animo, 2 non aveva i mezzi per trovarlo nella esperienza e per comandarselo. 3 La sua esperienza non era altro che del chiostro, di quel poco che aveva veduto nel tempo burrascoso passato nella casa paterna, e di ciò che aveva imparato dall’infame suo maestro; le sue 4 idee erano un guazzabuglio composto di questi elementi, ed ella non aveva potuto attingere d’altronde cognizioni per fare almeno una scelta, in questi elementi. Le sue parole e il suo contegno sarebbero state uno scandalo insopportabile in un 5 secolo meno bestiale di quello; ma allora 6 la stranezza universale non lasciava spiccare la sua al punto da farne un oggetto di maraviglia singolare.

Due anni erano già trascorsi da quel giorno funesto [al] tempo in cui la nostra Lucia le fu raccomandata 7 dal padre cappuccino; il quale, 8 come pure ogni altro del monastero e di fuori, 9 conosceva bene la signora per un cervellino, ma era lontano dal 10 sospettare 11 quale in tutto ella fosse.

12 Siamo stati più volte in dubbio se non convenisse stralciare dalla nostra storia queste turpi ed atroci avventure; ma esaminando l’impressione che ce ne era rimasta, leggendola dal 13 manoscritto, abbiamo trovato che era una impressione d’orrore; e ci è sembrato che la cognizione del male quando ne produce l’orrore, sia non solo innocua ma utile.

Abbiamo lasciata, se il lettore, se ne ricorda, Lucia sola nel parlatorio con la signora. Il dialogo fra quelle due cosi dissimili creature continuò a questo modo: 14

  1. conco
  2. [non | ne | poteva nemmeno trovarne | ella non aveva il mezzo di] non le era nemmeno fugge
  3. Sic.
  4. idee
  5. tempo più
  6. la stravaganza
  7. affidata. Aveva
  8. come al pari
  9. sapeva
  10. sapere a
  11. chi ella fosse in
  12. Noi non continueremo (lacuna)
  13. Sic.
  14. Nella colonna sinistra della pagina 112 v., che si dà anche riprodotta, si hanno col solito carattere, in lapis, queste parole per buona parte quasi sbiadite: « Parere d un uomo di giudizio. Temere di scandalo per l’orrore dell'assassinio è da pazzo, come sei. Inverecondie, idee pericolose, o troppo passionate d'un certo genere: neppur per ombra. Avvalorare il testimonio del Ripamonti e se è breve cita il passo, l’autorità del suesposto manoscritto - forse in una nota. Desidero qualche pennellata di più alla paura che si fa a Geltrude dopo la tresca col Paggio. Del resto : speciali intimi dettagli - not are first, but are very much to Walter Scott; Byron would have imagined God as a mighty soul: thou, mere good actor (?) hast done (?) of a woman of core, of parts only extraordinarily overpowered by ungovenable passions. — Fatela tra' in moneda da l