Pagina:Gli sposi promessi III.djvu/132

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32 Il tempo è una gran bella cosa : gli uomini 1 lo accusano è vero di due difetti: d’esser troppo s corto, e d’esser troppo lungo; di passare troppo tardamente, e d’essere passato troppo3 in fretta;-' ma la cagione primaria di questi incon¬ venienti è negli uomini stessi, e non nel tempo, il quale per sé è una gran bella cosa; ed è proprio un peccato che nissuno finora abbia saputo dire precisamente che cosa egli sia. In questo caso però r' il tempo non poteva essere d’alcuno ajuto, " anzi a dir vero,7 gl’inconvenienti erano di quelli che col durare si fanno più gravi. I fornaj avevano protestato fin da principio, che se la legge non veniva tolta, essi avreb¬ bero 8 gettata la pala nel forno/ e abbandonate le botteghe; e non lo avevano ancor fatto, perché sono di quelle cose, alle quali gli uomini si appigliano solo all’estremo', e perché speravano di di in di che'" Antonio Ferrer, gran cancelliere, sarebbe restato capace, o“ qualche altro in vece sua.'* Alla fine i Decurioni (un magistrato municipale), vedendo che la minaccia de’ fornaj 13 sarebbe divenuta un fatto, scrissero al 1 gli trovano — 2 corto — 3 pres — 1 ma questi [difetti] inconve¬ nienti [sono piuttosto] dipendono piuttosto dagli uomini stessi che dal tempo—non poteva il tempo essere di vermi | Antonio Ferrer con¬ tava troppo — ma più che — 7 la condizione delle cose era tale che la durata non poteva che peggiorarla — s chiuse le botteghe, e — chiuse le botteghe, e — 10 Ant — 11 qualche altro — ** avrebbe dato un provvedimento | qualche altro che potesse cangiare | 1 De — 13 avrebbe