Pagina:Gli sposi promessi III.djvu/150

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516 GLI SPOSI PROMESSI polari, 1 alle affoltate,2 alle vociferazioni3 d’una moltitudine viaggiata,4 sono colpiti da un orrore pauroso:5 non 0 ponno sostenerne’ la vista, la vicinanza," e vanno a rimpiattarsi se è possibile, dove B non ne giunga nemmeno il10 mormorio’ Ve n’ha altri, i quali sentono un orrore egualmente forte, ma che non " li confonde, che non toglie, anzi cresce loro l’attività.12 11 tumulto è per essi un nemico terribile di cui vanno in cerca, per opprimerlo, o per ammansarlo- accorrono dove la 13 confusione è più bollènte, il brulicame più fitto: non si curano, o dimenticano in quel momento da che parte sia la ragione e il torto; dimenticano il proprio pericolo, e non hanno altro di mira che di frastornare le risoluzioni feroci, d’impedire delitti: sono del partito degli oppressi e dei minacciati, quali essi sieno: difenderli, sal¬ varli, trafugarli,16 reprimere i violenti, acquetare le còse è il loro scopo. Di questa specie d’uomini, molto rispettabile erano coloro che abbiamo accennati: l’oggetto dei loro sforzi era di stornare la carnificina preparata al Vicario di Provvisione:16 sentirono essi tosto che la venuta 11 e la proposta di Ferrer era 18 un mezzo potente 1,1 alla loro mira anzi l’unico, al punto in cui erano le cose; e tutti, come d’accordo, fecero tutto il possibile,i0 per cavare ogni van¬ taggio da quell’incidente avventurato. Ripetevano e spar¬ gevano le parole del gran cancelliere, vi aggiungevano A commenti e le interpretazioni, che 21 erano più accomodate alle idee ed alle passioni della moltitudine, gridavano quelle parole, che potevano diventare un grido universale, e co¬ mandare le azioni; lodavano, e dirigevano quegli che erano già inclinati alla moderazione, ammonivano con dolcezza gli ostinati, o gli svergognavano anche minacciosamente dove gli ostinati erano in minor numero: e la forza e il favore erano per la moderazione. I loro sforzi non furono inutili, e poco a poco'apparve manifestamente che 22 la mo¬ derazione aveva il maggior numero di partigiani. 1 e — le — [le ri] d’u — 1 danno un orrore pauroso sono | percossi da una — confusi la niente — f' po — 7 l’aspe — 8 e si rin — 9 il — 10 romore — “ toglie loro la — 13 vi corrono questi [nel] dove più batte il tumulto — 13 turbazione — 14 vogliono — 15 conten — l,; lodando e rincorando — 17 di F — 18 Sic. — 1U e l'unico oramai per (parola illeggibile) — 20 perché un tal mezzo non riuscisse inutile — 21 fossero — 22 la mod CAPITOLO VI - TOMO III. 517 « Giustizia, » e « Ferrer! » erano le due parole, che più ri- suonavano 1 tra il clamore vario e indisciplinato. Alcuni tra i guastatori avevano già deposti gli stromenti di distruzione, e ■ ristavano dall’impresa. «State quieti! aspettate !3 viene ferrer a metterlo in prigione, » si gridava da mille parti a quegli che'* proseguivano a dar colpi alla porta e al muro. Alcuni, aggiungendo i fatti al consiglio, cercavano di to¬ glier loro di mano le leve e i martelli, e le travi :6 quindi una lotta tra gli uni e gli altri; che 6 ritardò la presa della fortezza, e diede 7 tempo 8 al soccorso di arrivare. 9 Ferrer si volse al cocchiere, e gli disse in fretta, sotto voce, ma distintamente: 10 • • • • Poi, continuando a rivolgersi al popolo: «Signori,* di¬