Pagina:Gli sposi promessi III.djvu/80

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GLI SPOSI PROMESSI narvi in Chiesa, e fare a malgrado dell’uomo quello che Dio vi comandava, consacrare la loro unione, e 1 chiamare sopra di loro la benedizione del cielo:2 dovevate soccor¬ rerli di consiglio, di mezzi per porsi al riparo con la fuga 5 cercar loro un asilo, fare quello, che implorereste se foste perseguitato da un più forte di voi: dovevate informar tosto il vostro vescovo del loro, del vostro pericolo, dell’impedi¬ mento, che 1 una violenza infame poneva all’esercizio del vostro ministero.1 lo, io allora avrei tremato per voi; i0 avrei posto in opera tutto quello che Dio mi ha dato di aiuti, di aderenze, di autorità, per difendervi: io non avrei dormito fin che non fossi certo che non vi sarebbe torto un capello.0 Ah! per quanto l’iniquità trionfi, s’è pure an¬ nessa un po’ di forza per la giustizia;7 ma i poverelli, ine¬ sperti, ignari,8 diffidati, non sanno dove andarla a cercare: bussano alla prima porta; e, se la trovano chiusa, sordai crudele, si disanimano affatto, e non sanno" come ado- prarsi.10 Quell’uomo, che ardi tanto, credete voi che" avrebbe tanto ardito, se avesse saputo che le sue trame, le sue vio¬ lenze erano note fuor di qui, note a me? Vi dico che sa¬ rebbe stato contento di ritrarsi; e voi, 12 dopo aver fatto il debito vostro sareste stato sicuro.13 Quella inquietudine che avete provata, l’avrei provata io, incessante, intensa, inge¬ gnosa: io vi avrei promosso in luogo, fin dove certo le braccia di costui non si sarebbero allungate. Ma voi non avete fatto nulla. Nulla ! Dio ha salvata questa innocente senza di voi: l’ha salvata... se dico troppo, se il mio giu¬ dizio è temerario, smentitemi, ché mi consolerete... l’ha salvata a mal vostro grado. » D. Abbondio taceva: il Cardinale continuò: È dolo¬ roso il terrore, sono increscevoli le angosce, è amara la pressura: voi lo sapete; ma sapete voi misurare la paura e le angosce che ha sofferte una vostra parrocchiana inno¬ cente ? » Don Abbondio, dagli anni della pubertà in poi, non 1 comunicarle la santità e la forza: — s poi — 3 se frattanto — 4 la — 5 Ah 1 lo — “Ma voi — 7 Segno di richiamo, e a margine, in penna: « . punto fermo ». — 8 diffidenti — u più — 10 [Credete] Non sen¬ tite che — 11 non sia stato incoraggiato dal vedere — 1S avreste fatto il debito — 13 Perché CAPITOLO (IV] - TOMO III. 447 aveva mai occupato tanto poco di spazio come in quel mo¬ mento : ad ogni parola del Cardinale egli si andava restrin¬ gendo, impicciolendo, avrebbe voluto sparire. Tacque egli per qualche momento, non trovando ragione da opporre in 1 quel campo, dove2 il Cardinale aveva postala questione, e dove la teneva a forza. Finalmente, per dir qualche cosa,3 pensò 4 a cangiarla e a recriminare. Disse dunque5 con quella debolezza ostile, che fa svanire anche la pietà, che la debolezza ecciterebbe naturalmente. «Quelli che vengono a rapportare, ad accusare, non dicono tutto, Monsignore illustrissimo. Questo bel fiore di virtù, questa povera giovane, è venuta per sorprendere il parroco, per fare un matrimonio clandestino. E quel suo sposo,'1 era una buona lana:* è andato a Milano, e sa il ... cielo che cosa ha fatto: a buon conto ha dovuto fuggire.» « lo lo sapeva, » disse il Cardinale ;8 « ma voi ‘ come osate parlare di questi fatti, che aggravano la vostra colpa, che ne sono le conseguenze? Voi chiudete a dei poverelli la via legittimalu per giungere ad un fine legittimo, e siete voi quello che fate lor carico se ne hanno presa una illecita? 11 Certo il vostro rifiuto non gli scusa; ma pensate voi bene in questo momento quale sia l’animo di colui a cui si nega is quello che gli è dovuto ? 13 L’uomo è tanto ar¬ tificioso per giustificare i mezzi, che lo possono condurre ai suoi desiderj : che debb’esser quando i desiderj sono giusti ? 14 Non è questa la più forte delle tentazioni ? Mal fa chi soccombe anche a questa ; ma che dite di colui, che la dà? E quello sventurato giovane, bene avete detto, sa il cielo che cosa ha fatto!15 Ah! tutti errano pur troppo, anche quelli che dovrebbero raddrizzare gli errori altrui : 10 v’ha tanti scellerati impuniti,17 Dio volesse che la paura, che il terrore della pena non cadesse mai sugli innocenti ! ! in quell’ordine di argomentazione dove il Cardin | in quel