Pagina:Gobetti - La frusta teatrale,Corbaccio, 1923.djvu/118

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-glimento dei suoi affetti, la chiusa malinconia di chi nasconde le effusioni e si accontenta del poco, e appare, prima che verso altri, burbero contro se stesso, per la non mai tralasciata coscienza delle proprie debolezze e ingenuità, e per un fondo amaro di scontentezza che si è proposta di sembrare serena.


Entro gli implacabili limiti che le poneva l’assunto del teatro vernacolo, spetta a Garibalda Niccòli l’elogio della schietta sobrietà. Nel mostrarsi in figure di vecchia brontolona, affettuosa, sarcastica ella ha recato un suo caratteristico sentimento di bonarietà che le interdice i segreti dell’arte della fantasia. La sua disinvoltura è riposante, la sua schiettezza non ha il dubbio della confessione; tutta la sua personalità non offre le recondite esitazioni dell’arte del figlio Raffaello; gli atteggiamenti, non che essere di interprete, non sono neppure complessi. Il pubblico le è grato perchè non lo tormenta in problemi, ed è diventata così chiara ed abituale che persino lo svelarsi e il suggerire un giudizio meno fotografico le sono interdetti.

In quanto alle ripetizioni e alle sue conseguenze, il naturale ritegno ritarda il giudizio nostro e affattq lo distoglie lo stupore con cui mirammo la candida sopportazione degli ascoltatori. La psicologia della noia si studia con un barometro a sorpresa.