Pagina:Goethe - Ricordi di viaggio in Italia nel 1786-87.djvu/150

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 136 —

non pensando ad altro, fuorchè ad ammirare l’inarrivabile perfezione dell’esecuzione. Alcun poco più intelligibile, ma pur sempre misterioso, si è un dipinto del Guido, che si scorge nella cappella la quale porta il suo nome. Si vede la Vergine giovanissima, di aspetto graziosissimo, pudica, la quale siede sola in atto di cucire, con due angeli a fianco, i quali sembrano pendere da suoi cenni. Quel quadro graziosissimo c’insegna ad onorare l’innocenza, ed il lavoro, protetti dal cielo. Non ha d’uopo nè di leggenda, nè d’interpretazione.

Ed ora per fare diversione a tutta questa serietà artistica, vi voglio narrare un caso piacevole. Avevo osservato di già, che parecchi artisti tedeschi, dopo avere scambiate poche parole con Tischbein che conoscevano, mi guardavano, passando sù e giù davanti a me. Tischbein, il quale si era allontanato per pochi istanti, mi si avvicinò di nuovo dicendomi «Il caso è piacevole; si è sparsa già la voce che siamo qui, e l’attenzione degli artisti si è fissata a cercare i due soli stranieri che non conoscono. Ora vi era uno di noi, il quale accertò averli riconosciuti; essere stato anzi seco loro in relazione; cosa alla quale non si era guari disposto a prestar fede. Fu richiesto di osservarci, e di sciogliere il dubbio, ed egli ha risposto che noi non siamo noi, e che non abbiamo nessuna rassomiglianza Colle nostre persone, in guisa che, per il momento almeno, l’incognito è protetto; ed in seguito ci porgerà congiuntura di ridere e divertirci.»

Dopo di ciò mi mescolai con maggiore franchezza alla schiera degli artisti, richiedendoli del nome degli autori di parecchi quadri, de’ quali non conoscevo ancora la maniera. Per ultimo mi colpì un quadro, il quale rappresentava S. Giorgio, nell’atto di atterrare il drago, e di liberare la, Vergine. Nessuno era in grado di nomarmene l’autore, allorquando mi si accostò un signore di bassa statura, di aspetto modesto, il quale fino allora non aveva pronunciata parola, e che mi disse essere quel quadro del Pordenone pittore veneziano, eduna fra le migliori sue opere,