Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/116

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Metastasio si sono a queste regole conformati, e quel che parrebbe difetto in una regolata Tragedia, diviene una bellezza in un Dramma per musica. Leggete con attenzione i due Autori suddetti, comprenderete a poco presso che cosa è il dranuna di cui parliamo, e ne rimarcherete le regole. Io ve ne additerò alcune delle più materiali, la mancanza delle quali ha disgustato i Musici, che vi ascoltavano. Il primo Soprano, la prima Dorina e il tenore, che sono i tre principali Attori del Dramma, devono cantare cinque arie per ciascheduno, una patetica, una di bravura, una parlante, una di mezzo carattere ed una brillante.

Il secondo Uomo e la seconda Donna devono averne quattro per uno, e l’ultima parte tre, ed altrettante un settimo personaggio, se l’opera lo richiede; poiché (per parentesi) i personaggi non devono essere più di sei o sette, e voi ne avete nove nel vostro Dramma. Le seconde parti pretendono anch’esse le arie patetiche, ma le prime non lo permettono, e se la Scena è patetica, Y aria non può essere, che al più al più di mezzo carattere. Le quindici arie dei primi attori devono essere distribuite in maniera, che due non si succedano dello stesso colore, e le arie degli altri attori servono per formare il chiaro scuro.

Voi fate cantare un personaggio, che resta in Scena, e questo è contro le regole. Voi all’incontro fate partire un attor principale senz’aria, dopo una Scena di forza, e questo ancora è contro le regole. Voi non avete nel vostro Dramma che tre cambiamenti di Scena, e ve ne vogliono sei o sette. Il terzo Atto del vostro Dramma è il migliore dell’Opera, ma questo ancora è contro le regole Non potei più contenermi, mi levai con un movimento involontario, violento, gli chiesi scusa, lo ringraziai de’ suoi amichevoli avvertimenti, e conclusi dicendo che, scandalizzato dalle regole del Dramma facea proponimento di non compome mai più. Mi congedai dal Cavaliere, lo pregai che, come pratico della casa, mi facesse sortire senza ripassar per la camera della Conversazione.

Così fu fatto; me ne ritornai al mio albergo, feci accendere il foco, ed avendo ancora la bile in moto, bruciai a poco a poco la