Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/159

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Ili

L'AUTORE

A CHI LEGGE.

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FINALMENTE sono arrivato a que’ tempi, ne’ quali le mie prefazioni non saranno inutili, trattandosi ora di quell’ordine e di quei progressi, con cui si è formato a poco a poco il mio Teatro.

Continuando dunque V ordine incominciato, dirò che andato a Padova a raggiungere la Compagnia, vi trovai de’ cambiamenti de’ Personaggi, e fu questo il motivo che colà mi condusse, essendo di mio interesse il vedere ed esaminare i nuovi Soggetti.

La Pontremoli, Servetta, era passata in Sassonia; ma quel che più m’interessava, era la partenza della Zannetta Casanova, la quale oltre al posto di seconda Donna nelle Commedie, lasciava un vacuo considerabile negl’Intermezzi. Ella pure, malgrado l’attaccamento non di lei all’Imer, ma dell’Imer a lei, lasciò gli Amici e la Patria, e andò al servizio del Re di Polonia. Il Costantini Arlecchino era stato dalla Compagnia licenziato, ed in suo luogo avevano preso un certo Campagnani Milanese, il quale facea le delizie del suo Paese, recitando fra dilettanti, ed avea molto spirito e moltissima abilità; ma altra cosa è recitare fra dilettanti ed il recitare fra Comici. Riuscì mediocremente in quel Personaggio, ma io lo feci brillare in un altro carattere, come vedremo.

Per la parte di seconda Donna presero la Tonino Ferramonti Bolognese, Moglie del Ferramonti solito a recitare da Pantalone, e che piaceva da per tutto, fuorché in Venezia. Questa Donna, giovane, bella, di aspetto signorile e di tratto nobile, piena di talento e adoma di grazie, era un buonissimo acquisto per la Compagnia; poiché recitava assai bene nelle Commedie ed ancor meglio nelle Tragedie. Passava seco lei una gran parte del giorno. La sua conversazione non poteva essere più amabile: si ripassavano insieme le parti, ed il marito avanzato negli anni era contento che il Poeta della Compagnia prediligesse sua Moglie, la quale, quant’era brava e vezzo-