Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/212

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è vano il parlarne; fissato è il gusto Italiano, e per chi vuole aspirare a piacere al pubblico, gli convien battere questa strada. Nel riformare questa Commedia ho seguitato il sistema nostro più che ho potuto. Non ho risparmiato la critica, la moralità, l’intreccio, il costume. Bramo che il pubblico si assicuri del mio rispetto, e i miei Associati non siano malcontenti di me. Per essi ho faticato nel presente Decimo Tomo1, che per altro, anzichè impiegar tanto tempo nel riformar queste tali Commedie, e nello scriverle intieramente di nuovo, le avrei gettate nel fuoco. Dirà taluno: Perchè non darci di quelle che hai scritte nel corso di ben tre anni, e che sappiamo non essere delle tue peggiori? Perchè non darci la Sposa persiana, il Filosofo inglese, il Terenzio, il Torquato Tasso, il Festino e tante altre, che sappiamo ascendere al numero di ventiquattro almeno? Signori miei, queste sono riserbate pel mio nuovo Teatro Comico, che uscirà a momenti dai torchi del Sig. Francesco Pitteri in Venezia; saranno due Tomi l’anno, e chi vorrà provvedersene, le avrà dappertutto da’ buoni corrispondenti del Librajo suddetto.

  1. Allude l’autore al t. X dell’ed. Paperini: v. nota storica in fine della commedia.