Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/29

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per se stessa e conosciuta per tutto. Pure io sono in debito di purgarle, per quanto posso, dai difetti di lingua, per non ingannare i stranieri che di me si fidano, e per non fare un torto alla nostra Italia medesima. Procurerò di farlo colla maggior esattezza possibile, e là dove sarò forzato di usare le parole o le frasi Veneziane o Lombarde, darò in piè di pagina la traduzione. Non prendo impegno per altro di scrivere quel Toscano, che usavasi a’ tempi del Boccaccio, del Berni e d’altri simili di quella classe, ma come scrivono i Toscani de’ giorni nostri, quali si vergognerebbono di usare que’ riboboli, che sono rancidi e della plebe, e abbisognano di commento e di spiegazione per gli stranieri non solo, ma ancora per la maggior parte degl’Italiani. Rispetto questo, venero e stimo chiunque si è reso in stile eccellente. Non è malfatto, anzi è lodevolissimo, che siavi chi prenda cura di conservare una lingua, che è quasi morta, poichè dagl’Italiani medesimi inusitata; ma Dio mi guardi che io di ciò m’invaghisca; dovrei pensare a tutt’altro che a scrivere pe’l teatro e a dar piacere all’universale. Due volte mi son provato di farlo. Una volta seriosamente nella Scuola di ballo, ed ho riscosso poco meno che le fischiate; un’altra volta in caricatura nel Tasso, e ne ho riportato l’universale compiacimento. Che vuol dir ciò? Il Lettore ne tragga la conseguenza.

Orsù quel che ho detto fin ora potrà bastare, perchè non vada nuda affatto di qualche preliminare ragionamento una nuova edizione. Ma poteasi anche ciò risparmiare. Nulla ho detto che non vaglia il Lettore a raccogliere da se medesimo, e chi volesse per avventura fare il confronto di questa mia edizione coll’altre, rileverà molto più ch’io non dico, e comprenderà se abbia io mantenuto decentemente quanto ho ne’ miei manifesti promesso, da che ne risulteranno due cose buone, una pei leggitori, l’altra per me. Per essi, m’intendo, il diletto e la compiacenza, e per me l’utile ed il decoro; due motivi che non isconvengono fra di loro, e che hanno servito di sprone a tanti altri galant’uomini di questo Mondo.


L’AU-