Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/455

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Pantalone. Xela stracca?

Graziosa. Gnor no.

Pantalone. No la sa dir altro che gnor sì e gnor no?

Graziosa. Gnor sì.

Pantalone. Via donca, che la diga qualcossa de bello.

Graziosa. Gnor sì.

Pantalone. Vorla che la vegna trovar a casa.

Graziosa. Gnor no.

Pantalone. No la gh’ ha reloggio?

Graziosa. Gnor no.

Pantalone. Toravela questo, se ghe lo dasse? (le mostra Usuo orologio)

Graziosa. Gnor sì. (cotì allegria)

Pantalone. Gnor no. (mette via l’orologio)

Graziosa. (Piange).

Pantalone. La pianze? Per cossa pianzela?

Graziosa. Noi so. (piangendo)

Pantalone. Voravela sto reloggio?

Graziosa. Gnor sì.

Pantalone. Se ghelo darò, me vorala ben?

Graziosa. Gnor no.

Pantalone. Mo sarave ben minchion, se. ghe lo dasse.

SCENA VI.

Margone e detti.

Marcone. Eccomi di ritomo. Pantalone, Compare, vu m’ave mena una zoggia.

Marcone. Ah, che ne dite?

Pantalone. Gnor sì, gnor no, a tutto pasto.

Marcone. Signora Graziosa.

Graziosa. Gnor.

Marcone. Vi pare che il signor Pantalone sia una persona di merito?

Graziosa. Noi so.

Pantalone. Caro vu, feme un servizio, menela de là in portego, che debotto la me fa vegnir mal. ee