Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/454

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Graziosa. Gnor no.

Pantalone. Xela vegnua per cenar?

Graziosa. Gnor sì.

Pantalone. Mo brava! Mo che bon mobile, che m’ ha mena quel caro Marcon!

SCENA IV.

// Servitore dì Clarice e detti

Servitore. Servitor umilissimo, signor Pantalone.

Pantalone. Quel zovene, ve saludo. Vienla la vostra patrona?

Servitore. È qui vicina che va venendo e mi ha mandato in- nanzi a dire a V. S., se le permette di condurre una persona con lei.

Pantalone. No xela patrona?

Servitore. Ma non sa se V. S. vorrà la persona ch’ella vor- rebbe condurre.

Pantalone. Tutti, fora che el conte Silvio.

Servitore. Appunto è il conte Silvio ch’ella conduce.

Pantalone. Come! La lo sa pur. La me fa sto torto?

Servitore. Non ha potuto disimpegnarsi, e se non viene il conte, non può venir la padrona.

Pantalone. E la festa che xe fatta per eia?

Servitore. Non può venire senza del signor Conte.

Pantalone. Son curioso de saver el perchè. No so cossa dir, che la vegna con chi la voi. Da una banda gh’ ho gusto che sto sior el veda come se fa a servir una donna, co se xe in t’un impegno; che la vegna, che la xe patrona.

Servitore. Sì, signore, glielo dirò. (parte)

SCENA V.

Pantalone e Graziosa.

Pantalone. Cossa fala in pie?

Graziosa. Noi so.