Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/490

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lontane dalle male pratiche, ma si divertono col lavoro, colle serve di casa, e talvolta con qualche libro (’). Voi non volete far niente. Per Bacco, per Bacco, mi fareste venire la rabbia.

Dottore. (Oh che serva da bene!) (2) (da sé)

Rosaura. Ma almeno rispondete. Venga il canchero alle bocche strette.

Diana. (Costei m’imbroglia, ne so che dire). (da sé)

Rosaura. Oh, se foss’io in vostro padre, troverei ben la maniera di farvi parlare. Ma mi perdoni quel buon temperamento del signor Dottore, egli è con voi troppo condiscendente.

Dottore. E vero, è vero, son troppo buono, avete ragione, Ro- saura; mia figlia si abusa della mia bontà.

Diana. Pazienza, signor padre.

Rosaura. Ah, che volete fare? E giovane, convien compatirla.

Dottore. (Da sola a sola la corregge, e in presenza mia la di-) fende) (3). (da sé)

Rosaura. Orsù, signora, fate vedere al vostro signor padre che siete figlia ubbidiente: andate a lavorare, io già vi ho preparato il disegno per il ricamo dei manicotti: andate che Y ozio è il padre di tutti i vizj; (andate a scriver una lettera al signor) Momolo). (a Diana piano)

Diana. Volentieri; sono contentissima. Le mie mani non si saranno mai impiegate con tanto piacere, quanto s’ impiegheranno in questo ricamo: (vedrai se ricamerò bene questa lettera). (piano a Rosaura, indi parte)

SCENA IV.

Dottore e Rosaura.

Dottore. Brava, brava: così mi piace. Ma ditemi, la mia cara Rosaura, siccome vi dà 1’animo di svegliar lo spirito di mia figlia, non potreste ritrovare la maniera di correggere la male- detta ambizione di Beatrice mia nuora? (I) Bettinelli: libro morale. (2) Bettinelli: (Oh che donna di garbo! Oh che serva) ecc. (3) Bettinelli aggiunge: questa si può dire una donna di garbai