Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/489

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Diana. Io durerò poca fatica a seguir il tuo consiglio, essendo naturalmente inclinata a celare altrui il mio cuore.

Rosaura. Ma non basta celar il cuore, conviene talvolta ancora farlo credere diverso da quello ch’esso è.

Diana. Come sarebbe a dire?

Rosaura. Mi spiego: voi amate il signor Momolo; vostro padre, se lo sapesse, non v’acconsentirebbe, essendo il signor Momolo forestiere, scolare, ed un po’ pazzarello ( ’ ): dunque con vostro padre dovete mostrarvi inimicissima di un tale amore, anzi a tutt’altro inclinata. Dovete mostrarvi attenta al lavoro, amica del ritiro, nemica delle finestre, aliena delle conversazioni, scru- polosa modesta, e sopra tutto semplice, in tutte le migliori cose del mondo. Quando poi vostro padre sarà convinto da una falsa apparenza, lasciate fare a me a trovar la via per condurlo (2).

Diana. Sì, Rosaura, così farò. Piacemi estremamente un tal metodo.

Rosaura. Voglio però darvi un altro avvertimento, buono a re- golarvi col vostro amante. Con lui non fate tanto la semplice, ne siate facile a creder tutto. Gli uomini, signora mia, sono troppo sagaci, e ingannano le povere dorme, ed io (3) ne ho pro- vato per mia fatalità il disinganno.

Diana. Sei stata tu pure innamorata?

Rosaura. E in qual guisa! Ma sono stata ingratamente tradita. Oh, maledette lusinghe! Mah! Ecco vostro padre; chinate gli occhi, unite le mani sopra del grembo, stringete la bocca, e lasciate ch’io parli (4).

SCENA III.

Dottore e dette.

Rosaura. Eh via, signora, risvegliatevi da questo vostro letargo; se farete così, diverrete tisica in breve tempo. Bella consola- zione che darete a vostro padre! Le figlie savie stanno bensì (1) Bettin. e Paper, hanno invece: ed alquanto discolo. (2) Bettin. e Paper.: la via da deluderlo. (3) Bettin. e Paper, aggiungono: benché ancor giovane. (4) La fine di questa leena, com’è nelle edd. Bettinelli e Paperini, v. in Appendice. gg