Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/139

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Rosaura. La legge vuole che si obbedisca il padre nelle cose buone e non nelle cattive.

Dottore. Vi comando io forse qualche cosa di male?

Rosaura. M’impedite di profittare colle buone lezioni.

Dottore. Scioccarella! Anzi impedisco l’uso di qualche lezione cattiva.

Rosaura. Io cattive lezioni? Io cattive lezioni? Io che son una giovine esemplare, che ha edificate tutte le donne del vicinato? Io farò dunque delle cattive lezioni? Bravo, signor padre, bravo. Non mi aspettava da voi un simile complimento. Ma viva la bontà del cielo, si sa chi sono, è pubblica la mia modestia; e malgrado de’ vostri falsi sospetti, si sa che io non ho mai dato un cattivo esempio, e che... Devo dirlo a gloria della verità, che sono una savia e virtuosa fanciulla. Signor padre, la bontà del cielo sia sempre con voi. (gli bacia la mano e parte Fine dell’Alto Primo.