Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/174

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Oh, son stata pur sciocca a credere alle lusinghe di quel ragazzo! Maledetta la mia disgrazia! Ecco qui tanti stenti a farmi un paio di smanigli, ed ora il diavolo me li ha portati via. (piange

SCENA IX.

Florindo e detta.

Florindo. Colombina, che avete che piangete?

Colombina. Piango per causa vostra.

Florindo. Per causa mia? Cara la mia Colombina! Se vi amo tanto; se tanto sono di voi innamorato, perchè piangere, perchè dolervi?

Colombina. I miei smanigli mi fanno piangere.

Florindo. Non vi ho io detto che ve ne darò di più belli? Eccoli. Che ne dite? Vi piacciono, sono piìi pesanti? Son fatti alla moda?

Colombina. Belli, belli, belli. Ora vedo che mi volete bene.

SCENA X.


Colombina. Pazienza, anderò via, anderò in rovina, e voi, signora, sarete stata la causa del mio precipizio.

Beatrice. Io, disgraziata, io?

Colombina. Sì, voi, che invece di sgridare a vostro figlio, quando mi veniva d’intorno, avete più tosto sgridato me, perchè non secondavo le sue impertinenze.

Beatrice. Non ho mai creduto che la tua temerità arrivasse a a tal segno.

Florindo. Ma! Quando i ferri si scaldano, la va così.

Beatrice. Non arrossisci a dar la mano ad una cameriera? (a Florindo)

Florindo. Oh bella! Ho imparato a darle la mano, quando avevo quella scottatura.