Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/27

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ATTO PRIMO.

SCENA PRIMA.

Camera in casa di Pancreizio con due tavolini, con sopra libri, carta e calamaio. Lelio ad un tavolino, che studia. Florindo all’altro tavolino, che scrive. OTTAVIO, che assiste all’uno ed all’altro.

Ottavio. Testa dura, durissima come un marmo. (a Lelio)

Lelio. Avete ragione, signor maestro; sono un poco duro di cervello; ma poi sapete che, quando ho inteso, non fo disonore al maestro.

Ottavio. Bell’onor che mi fate! Ignorantaccio! Guardate un poco vostro fratello. Egli è molto più giovane di voi, e impara più facilmente.

Lelio. Beato lui che ha questa bella felicità. Non ho però veduto gran miracoli del suo bel talento. Si spaccia per bravo e per virtuoso, ma credo ne sappia molto meno di me.