Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/293

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ATTO SECONDO.
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SCENA XV.
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Claudia. (Siete troppo cortese; guardate che bella grazia). (caricandola)

Colombina. Signora padrona, il signor don Rodrigo, se non gli è d’incomodo, vorrebbe riverirla.

Eleonora. Passi, è padrone. (Colombina parte)

Claudia. (Ecco l’amico). (a Virginia)

Virginia. (Mi pareva impossibile che non venisse).

Flaminio. (Sono nell’impegno, non mi vuò perdere di coraggio).

SCENA XVI.
Don Rodrigo e detti.

Rodrigo. (Riverisce tutti, che s’alzano, ed ei va a sedere nell’ultimo luogo, vicino a don Filiberto, e tutti siedono) Bellissima conversazione.

Virginia. Ora poi è perfezionata coll’arrivo di don Rodrigo.

Rodrigo. Gentilissima espressione di dama troppo compita.

Claudia. Certo, sinora siamo stati malinconicissimi; donna Eleonora quasi quasi piangeva.

Rodrigo. Povera dama, non ha occasione di stare allegra. (Costei principia a botteggiare). (da sè)

Eleonora. Don Rodrigo, ho delle buone nuove di mio marito.

Rodrigo. Sì? me ne consolo. (Sventurata, ne ho io di funeste).

Flaminio. (A proposito, sentite un’altra cosa di sommo rimarco). (piano a donna Eleonora)

Eleonora. (No, assolutamente).