Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/369

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Isabella. Maledettissima! A me vecchia?

Dottore. Eccola servita, (le porta un bicchier di vino colla sottocoppa)

Isabella. Non voglio vino.

Dottore. Anderò a pigliar dell’acqua. (si parte, come sopra)

Isabella. Vi saluto, perchè siete più vecchia di me?

Dottore. Ecco l’acqua. (porla un bicchier d’acqua)

Isabella. Maledetto! Fredda me la portate?

Dottore. Ma la calda dov’ è?

Isabella. Al fuoco, al fuoco.

Dottore. La prenderò calda. (si parte, come sopra)

Isabella. Questa parola non me l’ha ancora detta nessuno. Ma che faceva il signor Cavaliere m compagnia di colei? Sarebbe bella che avesse lasciata me, per servir Doralice! (’)

SCENA XIV (2).

Colombina e detta.

Colombina. Signora, il padrone la prega di passare nel suo appartamento.

Isabella. Che cosa vuole da me?

Colombina. Non lo so, signora; so che vi è il signor Pantalone. IsABELl-A. Bene, bene, sentiremo le novità. Dimmi un poco, hai veduto quando il Cavaliere è andato nelle camere di Doralice?

Colombina. L’ho veduto benissimo.

Isabella. Quanto vi è stato?

Colombina. Più di due ore; e poi poco fa vi è tornato.

Isabella. Vi è tornato?

Colombina. Sì signora, vi è tornato.

Isabella. Sei punto stata in camera? Hcii sentito nulla?

Colombina. Oh! io in quella ceunera non ci vado. Servo la mia padrona e non servo altri.

Isabella. Che balorda! né anche andar in camera a sentir qualche cosa, per sapermelo dire; va, che sei una scimunita. (I) Segue nelle edd. Bett., Pap. ecc.: Voglio un poco diiarirmi. Colombina. (2) Questa scena, com’ è nelle edd. Bettinelli e Paperini, vedi in Appendice.