Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/49

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IL PADRE DI FAMIGLIA 41

Rosaura. Io non voleva...) Sentite, è bacchettona, ma ne sa quanto il diavolo. (parte)

Geronio. Ditemi un poco, la mia signora modesta e scrupolosa, è questa la bella educazione che avete avuta dalla vostra signora zia? Il primo giorno che ritornate in casa ricever visite e conversazione?

Rosaura. Conversazione savia e modesta.

Geronio. Savia e modesta? Non ti credo un fico. La modestia insegna alle donne sfuggire le occasioni di ritrovarsi da solo a solo con gli uomini; ma quando anzi si cerca, e quando piace, non si chiama modestia, ma ipocrisia.

Rosaura. Uh povera me! Voi fate de’ cattivi giudizi.

Geronio. Orsù, concludiamo. In casa mia non voglio visite e specialmente quel signor Ottavio. Badate bene che non ci venga mai più.

Rosaura. Un uomo tanto dabbene! E chi verrà ad istruirmi nelle belle massime di una perfetta morale?

Geronio. La morale che avete a imparare, ve la insegnerò io. Essa è facile, facilissima. Obbedienza al padre; amore e carità colla sorella; attenzione alla casa; poca confidenza colle finestre, e non ricevere alcuno senza la mia permissione.

Rosaura. . Signor padre, non mi aspettava da voi un simile complimento. Viva la bontà del cielo, si sa chi sono; e malgrado de’ vostri falsi sospetti, si sa che io non ho mai dato un cattivo esempio. Signor padre, la bontà del cielo sia sempre con voi. (gli bacia la mano e parte)

SCENA XIX.
Geronio solo.

Obbligato, obbligato. Mia figlia è veramente investita del carattere vero della ipocrisia. Eccola qui, superba, ambiziosa, nello stesso tempo che vanta d’esser modesta ed umile. Ah, pur troppo ella è così! Queste femmine coltivano sotto l’apparenza d’una affettata bontà il veleno della più fina ambizione. Ho creduto