Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/522

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chiunque ha la buona sorte di accostarsi a Voi, cercando o giu- stizia dalla vostra autorità, o ammaestramento e consiglio dalla vostra saviezza, o compiacimento e virtuoso diletto nella soavità dell’ amabile vostra conversazione ; ma io posso gloriarmi di avere in questa universale Jortuna una parte speciale, di cui mi ha voluto far dono prezioso con somma mia gloria e vantaggio la generosa vostra benignissima grazia ; imperciocché di quelle scar- sissime ore che siete costretto, per necessità dell’ umana condizione, di accordare al vostro respiro di tante pubbliche assidue occupa- zioni che vi circondano e affollano, non vi rincresce di impiegarne alcune le mie Commedie ascoltando con quella costante predilezione che essendomi argomento del vostro grazioso affetto, non men che della vostra approvazione, vien nello stesso tempo ad infinitamente obbligarmi e a rigorosamente incoraggiarmi.

Conciossiachè essendo Voi di cos) fino discernimento dotato, che colla medesima prontezza con la quale ne i giudizi e nelle deliberazioni attinenti al pubblico gravissimo ufizioO) riconoscer solete la verità dalla menzogna, e i precisi caratteri della Equità e della Giustizia, avete anche /’ uso di distinguere il buono ed il bello in tutte quelle opere che all’ ingegno si riferiscono, o spieghinsi esse in rapporto alle Scienze o alle Arti, giustissimo conoscitore del merito, se se ne eccettui quel solo che in Voi stesso eminentemente risiede, pel quale pare appunto, tanta è la vostra modestia, che non abbiate occhi per ravvisarlo in mezzo a quello stesso splendore, che alla vista di tutti gli altri lo rende chiarissimo; essendo voi, dico, di tanto lume fornito, io a cos) sicuro giudizio affidato siccome è il vostro, francamente, e senza timore d’inganno, mi attacco vieppiù all’intrapreso metodo mio nello scriver Commedie, tenendolo pel più plausibile, giacche ha potuto meritarsi l’onore del vostro compatimento.

Così, mentre dedicando al vostro veneratissimo Nome questa Commedia mia, l’Avvocato intitolata, do a Voi un’umile testi- monianza della mia ossequiosa riconoscenza e del mio profondo

(1) Vedi noia (2) a pag. 409.