Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/568

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Trastullo. Oh bella! Introdurre il signor Rorindo: che (!) non te ne ricordi?

Arlecchino. Sì, adesso me l’arecordo... Dove l’hoio(2) da introdur?

Trastullo. Ah, non ti ricordi più di niente? In casa del tuo padrone, e tu hai da procurare...

Arlecchino. Via, adesso so tutto... Cossa hoio da procurar?

Trastullo. Tocco di mammalucco, senza giudizio e senza memoria.

Arlecchino. Mo caro cugnà, ti me l’ha dito una volta sola. No sastu che per un albero no casca un colpo?

Trastullo. Vien qua, te lo dirò un’altra volta. E se tu vuoi sposar la mia sorella, mettiti bene in memoria quel che voglio da te.

Arlecchino. Eh, co se tratta de sposarme, lassa far a mi; ficcherò ben a memoria come che va.

Trastullo. Stassera lascerai aperta la porta della riva...

Arlecchino. Qual eia mo la porta della riva?

Trastullo. Ancora non lo sai? Quella del canale. Per di là, a mezz’ora di notte, entrerà il signor Florindo, e tu...

Arlecchino. Ho inteso, e mi anderò a avvisar el patron. (in atto di partire)

Trastullo. No, bestia, fermati; il tuo padrone non ha da saper niente.

Arlecchino. Eppur me par che ti m’abbi dito qualcossa del patron.

Trastullo. Ho detto che il padrone non T ha da sapere.

Arlecchino. Vedit se ho bona memoria? Saver e no saver, gh’è poca differenza.

Trastullo. Oh che matto! Orsù, intendi bene: a mezz’ora di notte hai da introdurre per la porta della riva il signor Florindo, e lo devi condurre nelle camere della signora Rosaura...

Arlecchino. L’hoio da aspettar?

Trastullo. Sicuro. Bisogna che tu l’aspetti nella strada.

Arlecchino. Ben, e col vegnirà, ghe farò lume col torzo.

Trastullo. Oh che asino! Bisogna che tu l’introduca allo scuro.

Arlecchino. A scuro? Se romperemo el muso.

Trastullo. Adess’adesso lo rompo io a te. (1) Pasq.: chel (2) Paper., qui e più sotto: hoia.