Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/81

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Rosaura. Il cielo me ne liberi.

Florindo. Addio, la mia cara sposa.

Rosaura. Non mi dite questa parola, che mi fate venir rossa.

Florindo. Vogliatemi bene. (parie con Beatrice)

Rosaura. Farò l’obbligo mio. Che dirà Ottavio di me? Gli aveva data qualche speranza di prenderlo per marito; ma questo è giovane e ricco. La signora zia mi ha insegnato che non si mantiene la parola a costo del suo pregiudizio, e che quando capita una buona fortuna, non bisogna lasciarsela fuggir dalle mani. Fine dell’ Allo Secondo.