Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/93

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Geronio. Oimè! Chi mi ha spento il lume? (si raggira per la scerta)

Ottavio. (Venite con me e non temete). (piano a Rosaura)

Rosaura. (Chi siete voi?) (piano ad Otlacio)

Ottavio. (Sono Ottavio, che vi condurrà da Florindo). (piano a Rosaura)

Rosaura. (Tutto si faccia, fuor che ritornar da mio padre).

Ottavio. (Conduce via Rosaura.)

Geronio. Signor Ottavio! Dove sono? Non sento più alcuno. Tutti sono iti via? Che cosa mai ciò vuol dire? Che cosa ho da credere? Che cosa ho da pensare? Rosaura sarà ella tornata in casa, o sarà fuggita con quell’indegno? Anderò prima a vedere in casa, e se non vi è, la cercherò, la farò ricercare, la troverò, la castigherò. Povero padre, povero onore, povera la mia farnjglia! Maledettissima ipocrisia! (cerca la casa ed entra

SCENA Vili.

Camera in casa di Pancrazio.

Fiammetta. In questa casa non si può più vivere. La padrona è cambiata. Il padrone va sulle furie, ed io quanto prima m’aspetto a ridosso un qualche grosso malanno. (piange

SCENA IX.

FloRINCKD e detta.

Florindo. Fiammetta, che avete che piangete?

Fiammetta. Piango per causa vostra.

Florindo. Per causa mia? Cara la mia Fiammetta! Se vi amo tanto! Perchè piangere, perchè dolervi?

Fiammetta. I miei smanigli mi fanno piangere.

Florindo. Non vi ho detto che ve ne darò di più belli? Eccoli. Che ne dite? Vi piacciono? Sono più pesanti? Son fatti alla moda?

Fiammetta. Belli, belli. Ora vedo che mi volete bene.