Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1909, IV.djvu/358

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346 ATTO SECONDO

SCENA V1.
Beatrice che ascolta, e detti.

Rosaura. È un anno ch’è innamorato di me, e solo ieri sera si è dichiarato.

Dottore. Ti vuole veramente bene?

Rosaura. Credetemi, che mi adora.

Dottore. Sei sicura che ti voglia prender per moglie?

Rosaura. Me ne ha data positiva parola.

Dottore. Quando è così, procurerò di assicurare la tua fortuna.

Beatrice. Signor padre, non crediate sì facilmente alle parole di mia sorella. Non è vero che il marchese Asdrubale siasi dichiarato per lei. Egli ama una di noi due e, senza troppo lusingarmi, ho ragione di credere ch’egli mi preferisca2.

Dottore. Oh bella! Come va questa storia? (a Rosaura

Rosaura. Dove appoggiate le vostre speranze? (a Beatrice

Beatrice. Dove avete appoggiate le vostre3. (a Rosaura

Rosaura. Signor padre, io parlo con fondamento.

Beatrice. Credetemi, ch’io so quel che dico. (al Dottore

Dottore. Questa è la più bella favoletta del mondo. Orsù, sentite cosa vi dico per concluderla in poche parole. Intanto state dentro delle finestre, e non andate fuori di casa senza licenza mia. Se il signor marchese parlerà con me, sentirò se sia vero quello m’avete detto, e chi di voi sia la prediletta; se poi sarà una favola, come credo, avrò motivo di dire, senza far torto nè all’una, nè all’altra, che tutte due siete pazze. (parte

SCENA VI4.
Rosaura e Beatrice.

Beatrice. Signora sorella, qual fondamento avete voi di credere che il signor Marchese si sia dichiarato per voi?

Rosaura. Il fondamento l’ho infallibile, ma non sono obbligata di dirvi tutto.

  1. Sc. VII nell’ed. Bett.
  2. Bett. aggiunge: a Rosaura.
  3. Bett.: Dove avete voi appoggiate le vostre?
  4. Nell’ed. Bett. è unita alla scena preced.