Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1909, IV.djvu/62

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56 ATTO SECONDO

SCENA XI.
Petronio e detti.

Petronio. Servitor di lor signori.

Orazio. Riverisco il signor Petronio.

Petronio. Voleva provar ancor io le mie scene, ma parmi che ci sia poco buona disposizione.

Orazio. Per questa mattina basta così. Proveremo qualche altra cosa dopo pranzo.

Petronio. Io sto lontano di casa, mi rincresce aver d’andare e tornare.

Eugenio. Eh, resterete qui a pranzo dal signore Orazio: già faccio conto di restarci ancor io1.

Orazio. Padroni, s’accomodino2.

SCENA XII.
Il Suggeritore dalla scena; e poi Anselmo, Lelio e detti.

Suggeritore. Quand’è così, starò anch’io a ricevere le sue grazie. (ad Orazio)

Orazio. Sì signore, mi maraviglio. (il suggeritore entra)

Anselmo. Sior Orazio, so che l’ha tanta bontà per mi, che no la me negherà una grazia.

Lelio. (Fa riverenze.)

Orazio. Dite pure; in quel che posso, vi servirò,

Lelio. (Come sopra.)

Anselmo. L’è qua el sior Lelio. El desidera de far el comico, el gh’ha del spirito e dell’abilità; sta compagnia la gh’ha bisogno d’un altro moroso; la me fazza sta finezza, la lo riceva in grazia mia.

Lelio. (Come sopra.)

Orazio. Per compiacere il mio caro signor Anseimo, lo farei volentieri, ma chi mi assicura che possa riuscire?

  1. Segue nell’ed. Bettin.: «Dott. Quando è così, mi cavo la maschera». Il Dottore corrisponde al personaggio di Petronio.
  2. Segue nell’ed. Bett.: «Fior. È il nostro capo di compagnia, non ci mancherebbe altro». Fiorindo corrisponde a Eugenio.