Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/74

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64 ATTO SECONDO

SCENA XI.
Corallina sola.

Pasquino disgraziato! L’ho tanto pregato che non dica niente a nessuno, e subito lo ha detto a quel chiacchierone di Faccenda! Me la pagherà. Lo voglio far pentire. È vero che ancor io aveva promesso di non parlare, e ho parlato: ma finalmente l’ho detto ad uno che ha da essere mio marito, ed egli lo va a dire a Faccenda? Me la pagherà! Ma ora che ci penso, il padrone mi dice che i miei denari li ho perduti, che il padroncino me li ha mangiati? Non vorrei che fosse la verità. Eh, non può essere; se li ho veduti nella borsa due ore sono, se vi ha messi dentro anche1 li due zecchini del dito mignolo2.

SCENA XII.
Camera in casa di Pancrazio.
Madamigella Giannina e Beatrice.

Madamigella. Così è, amica, voglio provarmi.

Beatrice. Farete un’opera portentosa.

Madamigella. Credo che nel signor Giacinto vi sia un fondo buono, e che tutto il male provenga dai pregiudizi che si sono nel di lui spirito insinuati. Questi si possono facilmente distruggere, quando l’uomo riducasi ad ascoltare un linguaggio nuovo, che abbia forza di scuotere la ragione e di convincere la volontà.

Beatrice. Mio fratello avrebbe a voi una obbligazione ben grande, se arrivaste a correggerlo, ad illuminarlo, e l’avrebbe a voi tutta questa nostra povera casa afflitta e disordinata per sua cagione.

Madamigella. Non è egli in casa?

  1. Pap.: in fino.
  2. Pap.: picciolo. - Seguono qui nell’ed. Paperini due scene, che si leggono in Appendice (A. II, sc. 9).