Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/135

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Corallina. Voi non dite che degli spropositi.

Frangiotto. Parlo per amore.

Corallina. Parlate per ignoranza.

Frangiotto. Vi voglio bene.

Corallina. Non è vero.

Frangiotto. Sì...

Corallina. Ecco il padrone.

Frangiotto. A rivederci.

Corallina. Addio.

Frangiotto. Vogliatemi bene.

Corallina. No.

Frangiotto. Maladetta!

Corallina. Asino !

SCENA Vili.

Pantalone e delti.

Pantalone. Com’èla?

Frangiotto. Signor padrone, la riverisco. (parte)

Corallina. Ecco qui, sempre mi tocca gridare.

Pantalone. Per cossa? Cossa xe sta?

Corallina. Frangiotto è un asinaccio ; non mi obbedisce, mi fa andare in collera.

Pantalone. Baron ! El manderò via. Chiamèlo ; voggio licenziarlo subito. Noi ve obbedisse? Lo voggio mandar via.

Corallina. Basta ; perdoniamogliela per questa volta. Se si manda via, ne possiamo trovare un peggio. Basta correggerlo.

Pantalone. Dove xelo? Chiamèlo. Voggio darghe una roman- zina. Che el vegna qua mo. Sentire cossa che ghe dirò.

Corallina. No, signor padrone, siete troppo caldo ; non voglio che la bile vi faccia male. Lasciate fare a me, lo correggerò io.

Pantalone. Sì, fìa, fé vu, crièghe, feve portar respetto ; e chi no ve voi obbedir, via subito de sta casa.

Corallina. Mi preme che il padrone sia ben servito.

Pantalone. Coss’ alo fatto colù ? Per cossa gh’ aveu cria ?