Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/283

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Pantalone. Come sola?

Rosaura. Voglio dire, anderò sola in camera? Non mi posso reggere in piedi.

Pantalone. Chiame Corallina, e feve dar man.

Rosaura. Oh cielo!

Alonso. Via, signora Rosaura, fatevi animo. Andate a riposarvi. (Lasciatemi solo con vostro padre). (piano a Rosaura)

Rosaura. (Abbiate compassione di me). (piano a don Alonso)

Pantalone. E cussi, andeu? (a Rosaura)

Rosaura. Vado, (i) (parte

SCENA IX.

Don Alonso e Pantalone.

Pantalone. Sior don Alonso mio caro, la vegna qua, e parle- mose schietto ; anca mi son sta omo del mondo, e so qual- cossa, e cognosso el tempo. No vorria che stando in casa mia ...

Alonso. Signore, so quel che volete dirmi. Voi dubitate ch’ io cimi la vostra figliuola, ed io vi assicuro che non v’ ingannate ne’ vostri dubbi. Si, io l’ amo ; e ve la domando in consorte (2).

Pantalone. Mi no so cossa dir. Qua su do pie ... non posso ri- solver ... no posso dirghe né sì, ne no.

Alonso. Favorite dirmi che obbietti avete in contrario.

Pantalone. La vede ben : no gh’ ho altro che sta unica fia ... No gh’ho genio de mandarla con un militar.

Alonso. Terminata la presente guerra, vi do parola da cavaliere di rinunziar la bandiera. Ritirandomi dalle truppe nel bollore della campagna, sarei criticato. Direbbero ch’ io mi sottraggo per codardia dai pericoli, per viltà dai disagi.

Pantalone. Aspettemo che fenissa la guerra, e co l’avrà rinun- zia la carica militar, parleremo de mia fia. (I) Pap. aggiunge; (Caro queW alfierino ! S’ ci sarà mio marito, non lascerò certa- mente che faccia duelli). (2) Pap.: Sì, io V amo ; perdonate se offesa è in qualche modo coir amor mio la vostra ospitalità; intendendo di rendervi soddisfazione e di appagare il mio cuore, chiedendola a voi per isposa.