Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/301

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Pantalone. L’ aspetta ; piuttosto ... averziremo ste altre.

Garzia. Ma se non avete le chiavi !

Pantalone. Proverò se questa averze. Me par de si. (Oh dia- volo maledetto ! Bisognerà che manda la putta fora de casa). (da sé ; apre colle chiavi)

Garzia. (Vecchio malizioso, non mi voleva in casa). (da sé)

Pantalone. La toga ; xe averto ; ma ghe xe la roba de sior aUìer.

Garzia. Il Quartier- Mastro la manderà a prendere. Andate. (ai soldati)

Arlecchino. (Oh che bel gusto a far el soldà! Oh che bella sodisfazion !) (da sé; entra in camera con li soldati)

Garzia. Avete buona stalla? (a Pantalone)

Pantalone. Oh, mi no gh’ho altro che una stalletta, dove ap- pena ghe sta un cavallo (’).

Garzia. E dove metteremo li miei quattro cavalli?

Pantalone. Da mi no gh’ è liogo. La me creda, che casa mia no xe bona per un tenente.

Garzia. Non importa. Li terremo nell’ entrata ; alzeremo le pan- che e faremo le mangiatoie.

Pantalone. Oh poveretto mi ! El me rovina tutta la casa : ma la diga, no diseveli che i doveva marciar stassera o doman?

Garzia. Abbiamo l’ ordine di star preparati, ma la marcia non è sicura. Se partiremo, lascierò qui il mio bagaglio, ed al ri- torno ci goderemo, staremo allegri, beveremo delle bottiglie, faremo delle feste di ballo, alzeremo una tavola di faraone; io tagliere, e voi sarete interessato nella banca. (parte)

Pantalone. Oh maledetto ! come diavolo alo fatto a cazzarse in casa mia? Ho fìnto de no saver gnente delle insolenze che r ha dito a mia fia, per no metterme a cimento de precipitar. Ma anderò a ricorrer ; farò de tutto che el vaga via. Serrerò mia fìa in camera, e se l’ averà l’ ardir d’ av2mzarse, ghe xe bona giustizia, me ne farò render conto, (entra in camera di Rosaura (I) Pap.: la mia crozzola de cavallo, U