Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/381

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SCENA II.

Corallina e delle.

Corallina. Signora, è qui il signor Lelio.

Beatrice. Venga, è padrone.

Corallina. (Oh ! ella non dice mai di no). (da $è, parte)

Rosaura. Partirò, signora.

Beatrice. No, restate.

Rosaura. Ma non vorrei ...

Beatrice. Fate buona cera al signor Lelio.

Rosaura. Signora sì.

SCENA III.

Lelio, Corallina e delti.

Lelio. M’ inchino a lor signore.

Beatrice. Serva, signor Lelio.

Rosaura. La riverisco. (sostenuta)

Lelio. Signora Rosaura, che cosa vi ho fatto? Mi guardate sì bruscamente ?

Beatrice. Via, senza creanza, trattatelo con civiltà.

Rosaura. Mi perdoni. Serva umilissima. Come sta? Sta benone? Posso servirla? Mi comandi.

Lelio. Oh compitissima!

Rosaura. (Basta?) (piano a Beatrice)

Beatrice. (Che schioccherella !)

Corallina. (Che buona ragazza per far tutto quello che vogliono ! Una per casa ce ne vorrebbe). (da se)

Lelio. Signore mie, vengo a riverirvi per ordine di mio padre. Egli si ritrova presentemente da quelle signore, colle quali ha destinato di mettere in educazione la signora Rosaura. Esse bramano di vederla e conoscerla prima di formare il contratto, e mio padre ha promesso di dar loro questa soddisfazione. Non ha potuto venire in persona a prendere ed accompa- gnare la signora Rosaura, onde ha mandato me colla gondola a pregarla di venir meco.