Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/386

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Brighella. L’ è qua el sior Pantalon de’ Bisognosi.

Beatrice. Venga, venga, e voi aspettate in sala.

Brighella. (Ma el conto l’ è strazza). (da sé, parte)

Beatrice. Il signor Pantalone? Mi mette in maggior sospetto.

SCENA VII.

Pantalone e detta.

Pantalone. Son qua...

Beatrice. Le avete vedute?

Pantalone. Chi?

Beatrice. Rosaura e Corallina.

Pantalone. Mi no.

Beatrice. No?

Pantalone. No seguro.

Beatrice. Perchè non le avete aspettate?

Pantalone. Dove?

Beatrice. Da quelle signore.

Pantalone. Da quale signore?

Beatrice. Oh me infelice ! Ah signor Pantalone, vostro figlio mi ha assassinata.

Pantalone. Come? Coss’alo fatto?

Beatrice. Oimè ... E venuto in nome vostro ... E venuto colla gondola ... Ha detto che voi aspettate mia figlia ... E l’ ha condotta via colla serva. (con affanno)

Pantalone. (Ah tocco de desgrazià !) (Ja sé) Zitto, no la se af- fanna. El le a vera condotte al retiro.

Beatrice. Le avete voi mandate a pigliare?

Pantalone. Siora sì, mi le ho mandae a tor.

Beatrice. Oimè, respiro.

Pantalone. (Oh poveretto mi ! Quel sassin l’ha menada via. Ma bisogna che veda de coverzer e de remediar). (da sé)

Beatrice. Perchè non mi avete detto alla prima, che l’ avete mandata a prendere?

Pantalone. Perchè no credeva che la fusse gnancora andada.