Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/499

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Brighella. La servo subito. (Oh che casa rabbiosa ! Oh che casa del diavolo !) (mette la sottocoppa coperta sul tavolino, e parte; poi ritorna)

Ottavio. (Guarda qua e là, se è veduto) Ecco ciò che ti farà allon- tanare da me per sempre, (cava une cartucccia di tasca) Ecco la vendetta mia, e quella della Marchesa, (leva il coperchio alla caraf- fina) Sciolto ch’ io sarò dall’ odiato legame, sposerò la Marchesa, e questa polvere lo scioglierà ben presto ; e lo zucchero con cui è mescolata, nasconderà l’amaro col dolce. Vien gente. Non vo’ dar sospetto. (si scosta dal tavolino e lascia scoperta la caraffina)

Brighella. Eccola servita. (gli dà la tabacchiera)

Ottavio. Via, porta subito la limonata alla Contessa. (Indegna! domani non ti avrò più negli occhi). (da sé, parte

SCENA II.

Brighella solo. Sempre in collera, sempre musoni, sempre se grida. Oe! la caiaffina scoverta ! Nissun la poi aver toccada, eiltri che el padron. Bevìi noi ghe n’ ha certo. La me par torbidetta. Oh, cossa che el diavolo me mette in testa ! Sta premura che ghe porta la limo- nada, noi l’ha più avuda ! lersera i ha grida, no i ha dormido insieme No vorria basta. A mi no me tocca Sior sì che me tocca ... Sior sì che me tocca. Mi fazzo la limonada, e se nascesse qualche desordene? Son intrigado. Ghe penserò suso. Ma co sto dubbio in corpo, no voi metter a rischio la vita della padrona, e la mia rìputazion. (prende la sottocoppa, e vuol partire

SCENA III.

Corallina e Jetio.

Corallina. Sai che cosa t’ho da dire? Che in casa della mar- chesa Beatrice non voglio che tu ci vada più.

Brighella. Ben, ben, no gh’anderò. (vuol partire)

Corallina. (Lo trattiene) Se il padrone ci va, o conduca un altro servitore, o ce n’ andremo di questa casa. Brighella, Via, sì, ve digo. (ansante per partire