Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VIII.djvu/344

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Pantalone. E no la voi dar sodisfazion anca a so cugnada?

Ottavio. Parlatele. In grazia vostra qualche cosa farò.

Pantalone. Grazie alla so bontà. So che l’è un cavalier pru- dente, e son seguro che el se remetterà alle cosse giuste. La più bella qualità dell’animo xe la docilità. Tutti semo soggetti alla collera ; ma chi ascolta i boni amici, la modera e se cor- rezze. Quel che rovina i omeni per el più, xe i pontigli, e i pontigli che nasse tra i parenti, i sol esser i più feroci. No bisogna ingrossar el sangue ; bisogna remediarghe presto, e con- siderar che el più bel tesoro delle fameggie, xe la bona ar- monia, la concordia e la pase. (parte)

Ottavio. Io sono l’uomo più dolce della terra. Non vi è cosa che più mi piaccia della concordia e della pace. Ma se mi provocano niente niente, piuttosto morire che cedere. (parte

SCENA VI.

Camera di Beatrice. Corallina, poi Beatrice.

Corallina. Brighella me l’ha da pagare sicurissimamente (’). Bric- cone ! Dirmi insolente ? Dirmi mezzana ? Anderà via di questa casa. La padrona ha detto che anderà, e deve andare (2).

Beatrice. Mio cognato così mi tratta?

Corallina. Che cosa vuol dire, signora padrona?

Beatrice. Fa più conto di un servitore, che di sua cognata ?

Corallina. Il signor conte Ottavio non vuol mandar via Brighella ?

Beatrice. No, non lo vuol mandar via.

Corallina. Cospetto di bacco, se io fossi in lei, questa volta vor- rei mettermi al punto (3). In verità, se cede, vi va del suo decoro.

Beatrice. Mi negherà questa piccola soddisfazione di licenziare un servitore? (I) Segue nell’ed. Pap.: Fa meco l’innamorato, e poi mi strapazza. Briccone! ecc. (2) Pap. aggiunge : a me non mancano innamorali. (3) Le parole di Cor. che qui se- guono, mancano nell’ed. Pap.