Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, X.djvu/175

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LA DONNA DI TESTA DEBOLE 169

SCENA V.

Camera di donna Aurelia.

Donna Aurelia ed il Servitore.

Aurelia. Ha detto dunque che verrà senz’altro?

Servitore. Sì signora, ha detto da qui a un’oretta.

Aurelia. E donna Elvira?

Servitore. La signora donna Elvira ha detto che verrà, quando sarà escito di casa il vecchio.

Aurelia. Già, sta in soggezione per forza. Se non fosse quel vecchio, si vederebbono da quella frasca delle belle pazzie.

Servitore. Sento battere: con licenza. (parte, poi torna)

Aurelia. Che bei caratteri sono queste due cognate! Donna Violante poi è deliziosissima.

Servitore. È la signora donna Elvira.

Aurelia. Capperi! è stata sollecita! Fa che passi.

Servitore. Subito. Guai se la facessi aspettare; voleva venire senza l’ambasciata. (parte)

SCENA VI.

Donna Elvira e detta.

Aurelia. Di grazia, non si faccia aspettare questa gran signora! Eccola. (La volontà di marito l’ha strascinata fin qui).

Elvira. Serva, donna Aurelia. (guarda d’intorno)

Aurelia. Che guardate, amica?

Elvira. Niente; son qui a ricevere i vostri comandi.

Aurelia. E che sì, che coll’occhio andate ricercando don Fausto?

Elvira. Mi fate ridere. Ha da esser qui don Fausto?

Aurelia. Sì, ci da essere. A momenti verrà. Sedete. (siedono)

Elvira. Sono obbligata al vostro buon cuore; ma ho timore che noi gettiamo la fatica ed il tempo.

Aurelia. Cara amica, ci conosciamo; e poi diffidate che due delle mie parole non abbiano a persuadere don Fausto?