Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/185

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Ridolfo. Voi mi fareste dir quattro davvero. Sono venute le ban- diere: le bandiere, intendete? (cavandosi il cappello)

Dottore. L’ho inteso, ed ho fatto loro umilissima riverenza, (ca- vandosi il cappello) In ogni modo io son lesto quando abbi- sogni.

Ridolfo. E questa sicurtà quando la faremo?

Dottore. S’ha da fare questa sicurtà?

Ridolfo. Che domande! S’ha da fare sicuro.

Dottore. Ma se il signor Pantalone...

Ridolfo. Il signor Pantalone l’accetta.

Dottore. E Fabio Cetronelli?

Ridolfo. L’ammazzerò.

Dottore. Come lo avete ferito.

Ridolfo. Lo passerò da una parte all’altra.

Dottore. Come un ranocchio.

Ridolfo. Orsù, ci vuol per me un abito magnifico, per la carica di maggiore del reggimento.

Dottore. A proposito, un’altra nuova.

Ridolfo. Gallonato.

Dottore. Diamantato.

Ridolfo. Pazzie!

Dottore. Pazzo voi.

Ridolfo. A me?

Dottore. Al signor maggiore, se sarà vero.

Ridolfo. Se sarà vero?

Dottore. Se sarà vero.

Ridolfo. Ma se...

Dottore. Sono venute le bandiere. (cavandosi il cappello)

Ridolfo. E per questo?...

Dottore. E per questo, se sarà vero.

Ridolfo. Mi mangerei dalla rabbia...