Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XII.djvu/101

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

IL CAVALIER GIOCONDO 95

Pedro. Con lei me ne rallegro.

Alessandro.  Me ne rallegro anch’io.
Lisaura. Così fa chi vuol bene, don Alessandro mio.
Marianna. Andiam, signori miei.
Lisaura.  Vi seguitiamo; andate.
Alessandro. Favorite la mano.

SCENA V.

Fabio con uomini armati, e detti.

Fabio.  Alto, alto, fermate.

(Prendono Lisaura e la levan da don Alessandro. Donna)
Marianna e il Marchese partono.
Lisaura. Ahimè!
Alessandro.  Simile affronto si fa ad un cavaliere?
(mette mano alla spada)
Fabio. Signor don Alessandro, vi consiglio tacere;
Scoperta è di Lisaura ogni caricatura.
Voi non fate, per dirla, bellissima figura.
Da voi, dai pellegrini, offeso è il mio padrone:
Anche Madama è offesa, e vuol soddisfazione.
Lisaura. Dove mi conducete?
Fabio.  Non temete di male.
Ma se si fa rumore, faremo un criminale.
Zitto, che se a saperlo arriva la Giustizia,
Voi pagherete il fio della vostra malizia.
Alessandro. Non soffrirò un insulto.
Lisaura.  Deh, se ben mi volete,
Caro don Alessandro, vi scongiuro, tacete.
Rimordere pur troppo mi sento la coscienza.
Andiamo, in casi tali è meglio usar prudenza.
(parte con Fabio)
Alessandro. Tacciasi da noi dunque, s’anche Lisaura il brama.