Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XII.djvu/37

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IL CAVALIER GIOCONDO 31

Trattar con nobiltà sempre son stata avvezza,

Un tempo per mestiero, adesso per grandezza.
E quel che mi mancava, d’apprendere ho finito
Sotto la direzione del mio signor marito. (parte)

SCENA X.

Donna Marianna e Nardo.

Marianna. Il Cavalier dov’è?

Nardo.  Egli è fuor di se stesso:
Degli altri forestieri sono arrivati adesso;
Tutto allegro e contento ad incontrarli è andato.
Mezzo spogliato ancora, e mezzo pettinato.
Marianna. I forestier chi sono?
Nardo.  Veduto ho una signora
Con due che l’accompagnano, nè so chi sieno ancora.
Marianna. Andrò nelle mie stanze frattanto a ritirarmi.
Colà dite al Marchese che venga ad onorarmi;
E dite al mio figliuolo che venga tosto anch’esso.
Nardo. Glielo dirò, ma temo non verrà per adesso.
Marianna. Perchè?
Nardo.  Perchè, signora... dirvelo non dovrei.
Marianna. Ditemi, che fa egli?
Nardo.  Spiacervi non vorrei.
Marianna. Voi mi svegliate in seno fierissimi timori.
Nardo. L’ho veduto giocare coi vostri servitori.
Marianna. Indegni! con mio figlio ardiscono giocare?
Mi sentiran ben essi. Lo farò rispettare.
Egli non sa, è ragazzo. Color che amano il vizio,
Vogliono l’innocente tirar nel precipizio.
L’esempio dei cattivi, pessimi rende i frutti.
Sono malvagi i servi. Li caccerò via tutti. (parte)
Nardo. Brava, coi servitori si sdegna fieramente,
E il caro figliuolino vuol credere innocente.
Così l’amor di madre tradisce i figli suoi.
Rinaldino è un ragazzo che ne sa più di noi. (parte)