Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XII.djvu/94

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88 ATTO QUINTO

Questo la notte è il loco dei dolci suoni e canti.

Questo, donna Marianna, è il sito degli amanti.
Marianna. Non è con noi don Pedro?
Marchese.  Perduto per la via
S’avrà, girando intorno cogli altri in compagnia.
Avete voi bisogno d’essere custodita?
Non bastavi, che siate da un galantuom servita?
Marianna. È ver, ma temer soglio le lingue malandrine.
Marchese. Di voi che dir potrebbono? Siete vedova alfine.
Marianna. La vedova, Marchese, è peggio criticata.
Per me felice stato par quel di maritata.
Chi sa? Non ho alcun merto, ma se vorrà il destino...
Marchese. Ditemi, che pensate del vostro Rinaldino?
Marianna. Penso, benchè con pena, penso lasciarlo qua.
Finchè cresciuto sia nel senno e nell’età.
Marchese. Meglio è partir domani.
Marianna.  Senza vederlo?
Marchese.  No.
Lo vederete prima, io vi accompagnerò.
Non è lontano il giorno. Andremo a ritrovarlo.
Vi consiglio vederlo, consigliovi abbracciarlo;
Ma pronta col calesse, pronta al partir disposta.
Si scemerà la pena col correre la posta.
Marianna. E dovrò con don Pedro partir dolente e sola?
Marchese. Basta, perch’io vi segua, una vostra parola.
Marianna. Ah, Marchese, quell’M, ah quell’F e quell’S.
Marchese. Dirò, donna Marianna, se accordar si potesse...
Marianna. Vien gente.
Marchese.  Ritiriamoci e favelliam fra noi.
Marianna. Tutto vorrò mai sempre quel che vorrete voi.
(vanno sedere in luogo discosto)