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A SUA ECCELLENZA

il Signor

ANTONIO GRIMANI

FU DI SIER ZAMBATTISTA1.


A RAGIONE si maraviglierà l’Eccellenza Vostra, veggendosi comparire dinnanzi agli occhi, ed a Lei diretto, il rispettoso foglio di Uno che non ebbe finora titolo alcuno di servitù verso V. E., nè mai ebbe l’onor di vederla, nè di essere da lei veduto. Molto più crescerà la di Lei maraviglia ricevendo il foglio stampato, col di Lei nome impresso e in fronte collocato di una Commedia, reso V. E., senza saperlo, Mecenate di essa e di me Protettore. Grande audacia sembrerà questa mia all’E. V. non solo, ma a tutti quelli che ne vengono ora informati. Non usasi, particolarmente a’ dì nostri, valersi de’ rispettabili nomi de’ rinomati Soggetti per decorare le opere, senza ch’essi ne siano intesi e pregati, e accordino di buona voglia l’onorevole fregio e la protezione. Io stesso non mi ricordo d’averlo fatto altrevolte, eppure questa volta m’indussi a farlo, invogliato ed animato nel medesimo tempo da’ vari ragionamenti di un Galantuomo, che ha l’onor di essere soventi volte coll’ E. V., che ha per Lei una somma venerazione, ed ha per me dell’amore.

Conoscete Voi (mi disse un giorno l’Amico) l’Eccellentissimo Signor Antonio Grimani detto, per la dominicale sua abitazione, dei Servi? Conosco (risposi) l’antichissima illustre di Lui Famiglia, so le glorie, i fregi, gli onori del suo Casato, intesi parlar di Lui con somma venerazione e stima da tutti gli ordini delle Persone, ma rilevai altresì, che abbia egli preferita la quiete agli onori, che abbia la Città abbandonata, per vivere più tranquillamente in campagna, ond’io, che sono stato per lo più ambulante pel Mondo, non ebbi la fortuna di conoscerlo personalmente. Così

  1. Questa lettera di dedica uscì a Venezia nel t. VI dell’ed. Pitteri, l’anno 1760.