Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XIII.djvu/442

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è (soggiunse l’Amico). Quest’amabile Cavaliere, dopo aver adempito ai doveri di buon Cittadino, sostenendo i pesi e meritando gli onori, pieno della più sana Filosofia, e coll’esempio degli antichi Padri della Romana Repubblica, si ritirò nel suo delizioso Villereccio soggiorno di Martelago1, dove non soddisfa a se stesso coll’inazione, colla solitudine ed il total dispregio del Mondo, vita stoica, inoperosa menando; ma libero spazioso campo ritrova di esercitare l’esimia sua carità verso i poveri, facendo sua delizia, sua occupazione e sua prediletta cura soccorrere i bisognosi, visitare gl’infermi, e consolare gli afflitti. Soddisfatto alla pia inclinazione del suo bel cuore, non lascia di ricreare lo spirito con nobili ed onesti intrattenimenti. Ei tratta assai volentieri con Persone di buon carattere e di buon costume; accoglie i Galant’uomini nella sua fioritissima abitazione, li alberga con esquisitezza e cordialità, fa delle graziosissime conversazioni, e fra queste hanno onorevole, costante luogo le vostre Commedie. Qui non potei lasciar d’interrompere il caro Amico, diedi in un trasporto di gioja, dissi alzando la voce: Dunque un Cavaliere sì saggio, sì pio ed amabile, ammette nel suo virtuoso ritiro la compagnia delle Opere mie, e le crede degne della sua bella mente e del suo bel cuore? Ah (seguitai dicendo), nell’udire il di Lui sistema e le ammirabili sue qualità, m’invogliava di conoscerlo, di inchinarmi ad Esso, di offerirgli la divota mia servitù; ma quest’ultima parte della vostra piacevole narrativa, oltre la mia curiosità, interessa la gloria mia e il mio decoro, e sento da essa solleticar l’amor proprio. Come potrei fare ad accostarmi a Lui, come protestargli il mio ossequioso riconoscimento, come ringraziarlo della sua bontà, della sua protezione? Fate così (mi rispose l’onoratissimo Galant’uomo) dedicategli una Commedia. Oh come (io dissi) posso ardire di farlo, senza merito, senza servitù, senza dirglielo? Non temete, (soggiunse) io lo conosco bastantemente; so di che animo è il Cavaliere; Egli è solito di tutte le cose esaminare il fondo; conoscendo che a ciò vi mosse il rispetto, e se volete, anche un

  1. Martellago, a 11 Km. da Mestre, in provincia di Venezia.