Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XIV.djvu/263

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n. 25 e in Aneddoti gold.i Ancona 1883). Men nota è invece la passione, sincera o esagerata, dell’abate Chiari, che della Barbaro Gritti, nascosta sotto il nome di Eurilla, cantò gli insidiosi incanti (G. Ortolani, Settecento in corso di stampa, pp. 205-213; e C. G. nella vita e nell’arte, Ven., 1907, cap. XV). Fra gli illustri amici, d’Italia e fuori, che affollavano il salotto della spiritosa gentildonna, conviene ricordare almeno l’Algarotti, il Vicini, il Bettinelli, e forse Carlo Gozzi. Anzi fino ai tardi anni godette ella gli omaggi del Willi e del Pagnini (v. per quest’ultimo l’art, del Procacci, in Fanf. della dom., 1886, n. 9).

Alcune strofette veneziane della «vezzosa Aurisbe», in lode del senatore Daniel Renier, riferì il Goldoni nella dedica all’eccellentissimo patrizio del Raggiratore, che uscì nel gennaio 1758 (v. vol. XIII della presente ed.). Rime scherzose scambiò la vecchia poetessa col segretario Franc. Hiarca (detto anche per gioco Liarca) a cui aveva dedicato il commediografo nostro fin dal 1751 il Padre di famiglia (v. vol. III): specialmente dopo la morte del fratello Angelo Maria, amicissimo del galante circospetto (v. cod. 348 Misc.ee Correr, presso il Museo Civico di Venezia). Rime a stampa additò pure il Ferri (nella sua Bibliografia femminile ital. ecc., Padova, 1842, p. 38). Famoso il sonetto Non mente no il cristal. Mi albeggia il crine ecc., riferito anche dal Neri citato sopra. Fino in tarda età conservò Cornelia la bellezza; e morì, carica d’anni, nel 1808. La ricordarono con lode, fra gli altri, l’ab. Moschini (Letteratura venez., Ven., 1808, t. II, 146 e IV, 121) l’ab. Meneghelli nella biografia di Franc. Gritti (premessa alle Poesie in dial. venez. dello stesso, Ven., 1824, p. I) e Ginevra Canonici Facchini (nel Prospetto biograf. delle donne ital., Ven., 1824, p. 191: cenno per mano di B. Gamba).

G. O.


La Pupilla uscì la prima volta nella primavera del 1757 a Firenze, nel t. X dell’ed. Paperini, e fu subito ristampata a Venezia dal Bettinelli (t. IX), a Pesaro (Gavelli X), a Bologna (Corciolani XIII). Fu ristampata più tardi a Torino (Fantino-Olzati XII, ’58; Guibert-Orgeas XI, ’73), a Venezia ancora (Savioli V, 71 e IX, ’75; Pasquali XVII, 78-79; Zatta, cl. 3.a IX, ’93), a Lucca (Bonsignori XX, ’90) a Livorno (Masi XXX, ’93) e forse altrove nel Settecento. — La presente ristampa seguì specialmente il testo più fedele del Paperini. Valgono le solite avvertenze.