Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XV.djvu/360

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
352 ATTO QUINTO

Martorino. (Ma che nozze rabbiose!)

Capitano.  Siete ancora sdegnata?
(dolce)
Contessa. Siete mio? (dolce)
Capitano.  Sono vostro.
Contessa.  La rabbia mi è passata.

SCENA XI.
Il Barone, la Baronessa, il Cavaliere e detti.

Barone. Ma se voi non venite, noi verremo da voi.

Contessa. Ma non si può, signore, badare ai fatti suoi?
(con sdegno)
Barone. Non la finiste ancora?
Contessa.  Sì signore, ho finito, (come sopra)
Barone. Che cosa avete fatto?
Contessa.  Ho pigliato marito, (come sopra)
Barone. Quando?
Contessa.  In questo momento. (come sopra)
Barone.  Dov’è lo sposo?
Contessa.  È qui.
(come sopra)
Barone. Nol vedo.
Contessa.  Siete cieco? (come sopra)
Barone.  È questi? (accennando il Cap.)
Contessa.  Signor sì. (come sopra)
Barone. Bravi! non lo credeva. Ho piacer che voi pure....
Contessa. Noi non abbiam bisogno di tante seccature.
Cavaliere. Cosa vuol dir, Contessa, che siete ancor sdegnosa?
Dovreste esser ridente, ora che siete sposa.
Contessa. Vi dirò1
Mi fece il capitano accendere di sdegno;

  1. Di questo verso, per difetto di stampa, sono rimaste nell’ed. Pitteri soltanto le due prime parole, e manca il resto anche nelle altre edizioni del Settecento.