Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XV.djvu/381

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LA DONNA DI GOVERNO 373

Baldissera. Sì, davver mi seccate.

Valentina.  Vi pare una gran cosa
Far delle vostre spese partecipe la sposa?
Se pronta e di buon core vi do quel che bisogna,
In voi tal renitenza mi pare una vergogna.
Baldissera. Par che non vi fidiate della condotta mia;
Par ch’io sia mal governo, e pur non getto via.
Con questi due zecchini farò qualche cosetta.
(Mi serviran per mettere due punti alla bassetta). (da sè)
Valentina. So che voi siete stato un fiore di virtù.
Non vorrei li giocaste.
Baldissera.  Oh, io non gioco più.
Valentina. Davver?
Baldissera.  Ve lo protesto.
Valentina.  Vien gente.
Baldissera.  Date qui.
Valentina. Eccoli.
Baldissera.  (Ieri sera il punto mi tradì). (da sè)
Valentina. Cosa dite?
Baldissera.  Pensava ad un certo mercante
Che ho veduto ier sera. (Voglio mettere il fante.)
Valentina. Badate non vi gabbino.
Baldissera.  No no, so il fatto mio.
Valentina. Addio, tornate presto.
Baldissera.  Sì, gioia bella, addio. (parte)

SCENA 11.
Valentina, poi Fabrizio.

Valentina. Povero Baldissera, lo so che mi vuol bene.

Lo so che divenuto un giovane da bene;
È grazioso, è ben fatto, amabile, compito,
Altro che questo brutto vecchiaccio incancherito!
Rabbioso è come il diavolo, grida con tutto il mondo,
È una bestia, è una furia, ma io non mi confondo;