Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XV.djvu/472

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
464

gentile, che tutti aspirano all’onor di conoscerla, e di seco trovarsi in virtuosa conversazione, somministrando ad un tempo stesso il di Lei spirito elevato e brillante motivo d’ammirazione, di giubbilo e di consiglio. So qual talento peregrino e felice ha Ella dalla natura sortito, e con qual arte e con quali applicazioni lo ha coltivato, facendo Ella smentire la falsa prevenzione degli uomini, ingiuriosa al bel sesso, e chiaramente col vivo esempio mostrando che le Donne sono suscettibili de’ migliori acquisiti, non men degli uomini stessi, quand’abbiano il genio, l’educazione e il sistema che in Lei si ammira e si loda. Spoleto città antichissima, capitale dell’Umbria, sede per lunghi secoli di possenti e valorosi Sovrani, rispettabile ancora a’ dì nostri sotto il felicissimo governo della Santa Sede Apostolica, e feconda di bei talenti, coltivatori di Scienze e di belle Arti; Spoleto vanta fra i più bei pregj che l’adornano la di Lei ammirabile e singolare Persona. Può questa avventurosa Città estendere per lungo tratto di mondo la gloria di possedere una Dama piena di virtù e di merito, modello della più esemplare condotta, e specchio del più nobile e del più applaudito sistema. La Virtù, per innamorare gli animi ad imitarla ed a possederla, non deve essere austera. Pochi si trovano capaci di que’ severi precetti che vogliono ridar gli uomini a odiare la società, per timor della corruttela del secolo. Il mondo ha le sue bellezze reali, create per servigio e per piacere dell’uomo, ed il privarsene è dura cosa, siccome l’abusarne è peggior consiglio. Un saggio discernimento sa separare il tristo dal buono, e trova fra gli estremi il diritto sentiero che conduce all’umana felicità. Dietro a sì ragionevole scorta s’avviano i più timidi, i meno esperti, e ritrovansi al fin del viaggio contenti. Ecco la di Lei moderazione, la di Lei saggezza, Nobilissima Dama, verace guida, util consiglio, ragionevole ammaestramento. Ella è innamorata della Virtù, ma non abborre l'onorevole società. Ella tratta più volentieri colle persone di spirito, ma sa vivere ancora con chi di spirito non abbonda. Fa buon uso del suo sapere nelle occasioni, e non ostenta importunemente le cognizioni acquistate. Sa essere dotta coi dotti, ed affabile cogl'ignoranti; e in cotal guisa operando, tutti trovano