Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XV.djvu/99

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IL PADRE PER AMORE 91

Cavaliere. Comanda don Fernando? Chi tal poter gli ha dato?

Fernando. A voi conto non rende un ministro di stato.
Tenente. Olà. Quei due si arrestino. Fra l’armi sian guidati,
E sian dal caporale al criminal scortati.
(I soldati prendono fra l’armi Fabrizio e Pasquale, disarmandoli)
Fabrizio. Ah, per un vil guadagno a ciò sono arrivato.
Pasquale. Oh naso maladetto, tu m’hai precipitato.
(partono fra i soldati)
Tenente. Seguitemi, signore. (al Cavaliere)
Cavaliere.  Ah, qual interno affanno
Destami la vergogna del meditato inganno!
Non temerei la pena di un vendicato amore,
Se il rossor non giungesse ad avvilirmi il cuore.
Finirò la mia vita in carcere profondo;
Con questa macchia in volto più non mi vegga il mondo.
(parte col Tenente e soldati)

SCENA ULTIMA.

Il Principe don Fernando, il Duca, donna Marianna,
donna Placida, donna Isabella, Paolina,
don Roberto e Beltrame.

Fernando. Lode ai numi pietosi, ecco svelato il vero;

Eccoci ritornati nel pristino sentiero.
L’amabile Isabella viver potrà sicura
Di un padre per affetto, di un padre per natura.
Donna Placida al seno può stringere lo sposo;
La sposa don Roberto può stringere amoroso.
Ma trema ancor la figlia, il Duca ancor si affanna,
Del suo destino incerta è ancor donna Marianna.
Se il capitan Roberto tardava anche un momento,
Qual di voi saria stata la smania ed il tormento?
Io consolar promisi di ciascheduno il cuore:
Vediam se può sperarlo il mio paterno amore.