Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/241

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Mariuccia. Sì, se volete vedere un bel zanni, guardatevi nello specchio.

Battistino. Eh! mi burla. (a Leonardo, con dispiacere)

Leonardo. Segno che vi vuol bene.

Battistino. Davvero? (a Mariuccia, con allegria)

Mariuccia. Sì certo; assaissimo.

Battistino. Se mi voleste bene, dareste anche a me da far colazione.

Mariuccia. Povero bambolino, mangiereste la pappa.

Leonardo. Amico, se volete favorire, siete padrone.

Battistino. Se mi date licenza. (a Mariuccia)

Mariuccia. Accomodatevi pure.

Battistino. Per quel che vedo, ci abbiamo poco da divertirci.

Leonardo. La zuppa era buona; me ne ho mangiato una buona porzione.

Mariuccia. Volete un po’ di stufato?

Battistino. Magari. Leonardo, lo non dirò di no.

Mariuccia. Subito ve Io porto. (Intanto spero che verrà la signora)

Felicita. Vuo’ far di tutto, perchè s’ingelosisca di me). (da aè, e parte)

SCENA III.

Leonardo, Battistino, poi Mariuccia che toma.

Battistino. Ma la gran buona donna, ch’ è Mariuccia!

Leonardo. Eh! non lo sapete? Le serve fanno così. Si fanno merito alle spalle de’ loro padroni; e se le padrone si diver- tono, anch’esse vogliono la conversazione.

Battistino. Non vorrei che venisse il signor Luca. E un uomo, che quando lo vedo, mi fa paura.

Leonardo. Lasciamo che ci pensi ella.

Mariuccia. (Con due tondi e posata) Eccomi qui collo stufatino.

Battistino. Oh caro!

Mariuccia. E qui ci sono quattro polpette.