Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/461

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Facilmente il musico si trova (’).

Chi più sa a questo mondo, chi più marta,
Accomodar si dee all’occasioni.
Ed io la venta la dico aperta.
Ecco che vien dalle sue lezioni
Il maestro famoso; state attento
Com’io lo piglio senz’altri sermoni.

SCENA II.

Monsieur Rigadon e detti.

Rigadon. Domando a lor signor compatimento.

Se ho tardato a venir.
Ridolfo. Risparmiate
Quest’inutile e vano complimento.
A scolari, maestro, come state?
Rigadon. Bene; ma bene assai, ve l’assicuro.
Roba perfetta.
Ridolfo. Roba da sassate.
Rigadon. D’ingannar le persone io non procuro.
Ridolfo. Ci conosciamo. (Ehi, questi è un impresario.)
Io fo le viste, e voi tenete duro) (a Rigadon)
Rigadon. (Il sesto vi darò dell’onorario). (a Ridolfo)
Ridolfo, chi vi sente a dirne tante.
Farà di me giudizio temerario.
E chi è questo signore?
Ridolfo. E un dilettante.
Che vorrebbe imparar il minuetto.
Rigadon. E cavalier?
Ridolfo. No no, ricco mercante.
Rigadon. Se comanda, signor, mi comprometto.
Che in meno di due mesi alle mie mani
Ella diventa un ballerin perfetto.
(1) GmÌ l’ed. Zatta.