Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/511

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Notaro. Testimoni (icrive)

Siate voi tutti dei nodi amorosi.
Carlino. Signor, giacchè si fanno i matrimoni.
Stipulate anche questo fra di noi:
Io mi chiamo Carlino dei Petroni.
Rosina. lo Rosina Latuca.
Notaro. Ancora voi
Registrati sarete al tacuino;
E le scritture si faran da poi.
Giuseppina. Conte, noi che facciam?
Conte. Se amor bambino
Mi concede goder la vostra mano.
Io non posso sperar miglior destino.
Giuseppina. A cotanta bontà resisto invano.
Scriva, signor notar; registri il nodo:
Giuseppina Aretusi e il Conte Alfano.
Notaro. Viva Imeneo; da galantuom la godo. (scrive)
Madama. Che novità, che impertinenza è questa!
Voi mi fareste delirar sul sodo.
Parvi cosa decente e cosa onesta
Far il ballo d’amore in casa mia,
E ch’io non abbia a prmcipiar la festa?
Troppa del mio decoro ho gelosia;
Non lo voglio soffrire a verun patto:
Maritare mi vo’ d’ogn’altro in pria.
Scriva, signor notaro, il mio contratto:
10 madama Sciarman per sposo accetto
Il mio caro Ridolfo Scaccomatto.
Ridolfo. Ed io Madama di sposar prometto.
Colla condizione della dote.
Madama. Per la dote lo fai?
Ridolfo. No, per affetto.
Notaro. Per far quel che convien, prese ho le note.
Venga il maestro pur, se venir vuole
(Si stupirà delle avventure ignote).