Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1914, XIX.djvu/126

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
116 ATTO PRIMO


Costanza. Lasciatelo stare.

Ferdinando. Ma io gli voglio bene.

Tognino. E a me non me ne importa niente del vostro bene. (gli fa uno sgarbo)

Ferdinando. Grazioso, amabile, delizioso!

SCENA IX.
Tita e detti.

Tita. Signora, una visita. (a Costanza)

Costanza. E chi è?

Tita. La signora Vittoria.

Costanza. Padrona, mi fa grazia. (a Tita)

Tognino. E la colezione?

Rosina. Vi contentate, signora zia, che andiamo a far colezione?

Costanza. Tita, conducete di là mia nipote e il signor Tognino, date loro qualche cosa di buono, e state lì con essi loro, e non vi partite.

Tita. Sì, signora. (parte)

Ferdinando. Donna di garbo! Buona custodia! Ammirabile cautela!) (con ironia)

Rosina. Andiamo. (a Tognino)

Ferdinando. Buon prò faccia al signor Tognino.

Tognino. Grazie. Padrone.

Ferdinando. Mi faccia un brindisi.

Rosina. Oh, sono pure annoiata! (a Ferdinando)

Ferdinando. Viva mille anni il signor Tognino.

Tognino. Oh, sono pure annnoiato! (a Ferdinando)

Rosina. Andiamo. (prende Tognino per un braccio, e lo strascina in maniera che si vede la goffaggine di Tognino.)